LE LAVORAZIONI

la struttura del terreno e la sostanza organica sono i tesori dell’agricoltore. I macchinari possono fare danni al suolo che durano anni. Bisogna quindi attendere il momento giusto quando la terra non è nè troppo umida nè troppo secca. Si preferisce sempre la lavorazione con ripuntatori che non ribaltano il terreno. Si ricorre all’aratura solo in casi particolari e sempre a basse profondità.

Lavorazione del terreno

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COSA SEMINIAMO

nei nostri campi si alternano regolarmente molte colture diverse. Infatti non vendendo all’ingrosso o alla grande distribuzione abbiamo necessità di varietà più che quantità.

Di conseguenza normalmente coltiviamo in pieno campo:
grani antichi, farro, miglio, orzo, segale, grano saraceno, favino, girasole,… e poi tanta erba medica e graminacee per il fieno.

IL FIENO

il fieno è tutto aziendale ed è la base dell’alimentazione dei nostri animali. Deve quindi essere fatto con tutte le cure, dallo sfalcio alla raccolta, dall’essiccazione alla conservazione.

Fienagione

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l'essiccatore per le rotoballe
il fienile
il nostro, fieno ricco di nutrienti e senza muffe

I CEREALI E ALTRE COLTIVAZIONI DA GRANELLA

coltiviamo farro dicocco e monococco, grano tenero, grano duro, orzo, miglio, girasole, grano saraceno, lino,… Dalla semina alla raccolta, dalla selezione alla decorticazione tutte le fasi di lavorazione sono eseguite da noi in azienda. Utilizzando la nostra mietitrebbia abbiamo la certezza di non contaminare i nostri raccolti con semi non biologici. Prima dell’immagazzinamento e delle successive lavorazioni vengono essiccati a bassa temperatura per evitare il formarsi di muffe o il prolificare di parassiti. Con il nostro impianto di selezione e di decorticazione lavoriamo tutti i cereali senza che questi escano dall’azienda.

Raccolta cereali

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i silos di stoccaggio
il controllo dell'umidità
l'impianto di selezione e decorticazione

PERCHE’ COLTIVIAMO I GRANI ANTICHI

Si parla tanto di “grani antichi” ma cosa sono? Questa è una domanda che ci viene rivolta sempre più spesso. Convenzionalmente i grani antichi sono quelli a taglia alta normalmente coltivati fino alla metà del ‘900. Ma vediamo qui sotto di capire meglio le differenze da quelli moderni.

i primi grani antichi abbiamo dovuto riprodurli a mano per avere poi le quantità minime da seminare in pieno campo

Da sempre l’uomo ha selezionato e cercato di migliorare le piante che coltiva, un paziente lavoro frutto di esperienza e profonda conoscenza della Natura che per millenni ha accompagnato lo sviluppo delle civiltà. A questo punto sorge spontanea una domanda: ma se i cereali, come anche i latticini, sono stati per migliaia d’anni la base della nostra alimentazione come mai adesso sempre più persone hanno nei loro confronti problemi di intolleranze e allergie?  Come è potuto succedere che ciò che ci ha sempre dato il necessario sostentamento adesso diventi un problema? Alcuni studiosi hanno chiara la risposta: i cereali e i latticini normalmente in commercio non sono come quelli di una volta. E sono così lontani da come erano che l’organismo in molti casi li rifiuta.

Ma quando è iniziato questo mutamento? Come per molti aspetti della nostra società dobbiamo ritornare agli anni subito dopo la Seconda Guerra Mondiale per registrare veri e propri stravolgimenti in campo agricolo.  Durante il conflitto le tecniche per sintetizzare l’azoto erano state sviluppate e perfezionate. L’azoto infatti è alla base degli esplosivi (nitroglicerina, …). Quindi, finita la guerra, erano disponibili enormi quantità di questa sostanza a bassissimo costo. Ma l’azoto è anche la base dei concimi chimici… si pensò quindi che per l’agricoltura fosse una grande opportunità per aumentare le rese.

Ma i cereali non erano in grado di sostenere e sfruttare tali concimazioni. La loro taglia alta era un grosso problema in quanto facilmente si coricavano (allettavano) riducendo invece di aumentare le produzioni. Gli sforzi dei genetisti si concentrarono quindi nel cercar di modificare i cereali in modo che fossero in grado di sfruttare le nuove concimazioni azotate. Abbassare l’altezza dei cereali fu il primo obiettivo. Si crearono così, con metodi tradizionali (incroci), piante sempre più basse in grado di reggere ai nuovi input. Le produzioni in effetti quintuplicarono e anche di più, le farine reggevano meglio le lavorazioni meccaniche, utili perché il pane non si faceva più in casa, e concimare era più facile per i contadini non essendo più necessario avere gli animali e dover spargere il loro letame.

Sembrava tutto positivo ma la Natura dopo anni chiese “il conto”. L’azoto infatti è la base degli amminoacidi che sono la base delle proteine che, a loro volta, sono in buona sostanza il glutine nel chicco di grano. In poche parole questo cambiamento agronomico ha influenzato la composizione del glutine rendendo sì le farine più facili da lavorare e da far lievitare (grani di forza) ma rendendole più difficili da assimilare per il nostro organismo. Molti scorgono in questi mutamenti la causa di quello che adesso è diventato il problema della celiachia (intolleranza al glutine).

Per non parlare del “Creso”: buona parte del grano duro (con cui si fa la pasta) coltivato negli ultimi cinquant’anni è della varietà Creso, ottenuta nel Centro di studi nucleari del CNEN (Roma) nel 1974 per irradiazione con raggi gamma!! Non è che il grano Creso sia radioattivo come non è vero che tutti i grani “bassi” siano stati irradiati, come abbiamo visto sopra, ma è sicuro che quando l’uomo vuole superare la natura per i suoi interessi i conti non tornano mai e magari dopo anni ci si accorge sulla nostra pelle (celiachia, intolleranze, …) che gli equilibri naturali non possono essere violentati a nostro uso e consumo.