La piccola località di Camporbiano ha avuto da sempre a che fare con la Storia.

Sicuramente già abitata dal Neolitico, come testimoniano i ritrovamenti di punte scheggiate di diaspro rosso, queste alture erano frequentate dagli antichi Etruschi, dove estraevano il prezioso rame, e dagli antichi Romani come dimostrano le scoperte archeologiche di ville e cisterne non lontane e i ritrovamenti di monete.

Leonardo da Vinci - carta di Windsor (realizzata al tempo di Cesare Borgia)

Le prime notizie documentate risalgono a prima dell’anno mille, quando Camporbiano era una “villa” dipendente dal Vescovo di Volterra.

Nei secoli centrali del Medioevo, la località ospitava uno dei castelli dei conti Cadolingi di Catignano e degli Alberti. Sebbene oggi non ne restino tracce visibili, l’insediamento era strategicamente rilevante per la sua posizione.

La fisionomia del castello nel tardo Medioevo è stata immortalata da Leonardo da Vinci in una delle sue celebri mappe. 


QUI
l’estratto del libro di Socrate Isolani che parla di Camporbiano: “Storia politica e religiosa
dell’antica comunità e potestaria
di Gambassi (Valdelsa)”

Per molto tempo Camporbiano fu zona di confine tra i territori fiorentini di Gambassi e i possedimenti di San Gimignano. Sono più di una le cronache che riferiscono di aspri scontri tra i ghibellini, appoggiati dai fiorentini e i guelfi di S. Gimignano, incendi e devastazioni si susseguirono fino alla definitiva sottomissione di San Gimignano da parte del Gran Ducato di Firenze (XIV sec.). Sono di questo periodo le notizie di una vetreria presente a Camporbiano.

Il borgo sorgeva lungo uno dei tracciati collinari della via Francigena, l’importante percorso che collegava l’Europa settentrionale alla Roma papale. Così Camporbiano per lunghi secoli vide transitare da comuni viandanti a ricchi commercianti, da poveri pellegrini a nobili signori. Il transito cessò solo quando, una volta bonificati i fondovalle, le grandi vie di comunicazione lasciarono le colline per le più comode pianure.

Camporbiano con la sua villa ritornò così ad essere un tranquillo podere coi suoi campi incastonati in imponenti boschi di querce da cui i carbonai, col duro lavoro, ottenevano il carbone vegetale.

preparazione di una carbonaia
foto aerea di Camporbiano del 1941

Ma la Storia doveva dare ancora un duro colpo. Era luglio del 1944 e i contadini erano intenti alla mietitura del grano.

Camporbiano si trovò lungo il percorso di ritirata delle truppe tedesche della Wehrmacht (in particolare unità della 14ª Armata) verso la Linea Gotica.

La zona collinare tra San Gimignano e Montaione fu teatro di duri scontri tra i tedeschi e le truppe alleate (spesso francesi e marocchini del Corps Expéditionnaire Français) che avanzavano verso nord.

I danni furono ingenti e diverse case furono rase al suolo compresa la grande villa che non venne più ricostruita. Ancora oggi i centenari cipressi ai bordi della strada serbano nel loro tronco pallottole e schegge di bomba ricordo di quei giorni.

Da allora la quiete è tornata su questa splendida campagna Toscana accogliendo nel 1988 l’Azienda Agricola Poggio di Camporbiano .