Siamo molto contenti di aver ospitato la Presidente di SlowFood Italia ed aver avuto il tempo di condividere con lei idee ed esperienze relative al mondo dell’agricoltura e del cibo.

Il suo nuovo libro è molto interessante e stimola molte riflessioni su come la nostra società si rapporta col cibo, l’agricoltura e l’uomo. Ci piace qui riportare un passo che ci è molto piaciuto:
” Io, una donna perfettamente inserita nel contesto urbano fiorentino e inquadrata in una multinazionale della moda e dell’effimero, ormai più di quindici anni fa avvertii un disagio. Invece che metterlo a tacere, scelsi di coltivarlo. Me ne presi cura, cercai di comprendere qual era il messaggio che portava con sé e di capire come far sbocciare il cambiamento che richiedeva.
Quel disagio cominciò parlandomi di pane: produrre con le mie mani un nutrimento per i miei cari… Nutrire.
Poi mi incoraggiò a lavorare un pezzo di ter- ra come parte integrante di un paesaggio agrario, a prendermi cura di un complesso ecosistema territo- riale del quale anche io, col mio sforzo, ero responsa- bile… Curare.
Infine, mi chiese di dare alle mie giornate un si- gnificato che andasse al di là dell’oggi e di me, a bene- ficio delle nuove generazioni. Mi spinse a fare qualco- sa per chi doveva ancora nascere. Preservare.”